domenica 23 ottobre 2011

Uomo Primo: l'apparenza inganna!

Dopo il primo incontro con Uomo Primo, iniziai a sentirmi collegata a lui in maniera stabile. Nei due giorni successivi ricevetti dei messaggi da parte sua... Potevo sentirlo attraverso la mente, con la sua voce che proveniva da ogni parte, e mi spiegava che si era presentato a me per chiamarmi, perché avrei dovuto fare qualcosa. Ed evidentemente in quel periodo non ero la sola ad esser stata contattata per quel motivo. In seguito conobbi altre persone che ebbero la stessa mia esperienza.
Parallelamente ricominciarono gli attacchi da parte di altre entità aliene. In primis il Lux. Mi succedeva spesso di avvertirne la presenza oppure di subire dei veri e propri tentativi di invasione del mio corpo e del mio spazio da parte sua. Talvolta dovevo affrontarne più di uno insieme. Tuttavia, arrivata a quel punto, il Lux era veramente l’ultima cosa che poteva spaventarmi. Non avevo neanche più bisogno del S.I.M.B.A.D. per eliminarlo. Appena ne avvertivo la presenza, chiudevo gli occhi e mi concentravo: riuscivo a vederlo muoversi velocemente nella stanza in cui mi trovavo, in particolare negli angoli superiori. Nel momento in cui si fermava, forse pensando di non essere percepito, facevo partire da dentro una scarica potentissima… un fulmine blu-bianco che lo colpiva, e il rompiscatole si smaterializzava. Prima di andare volontariamente da Uomo Primo, dovevo pur accertarmi di stare bene ed essere “pulita”!

La sera del 18 novembre decisi che sarei andata nel luogo in cui si trovava: Anche questa volta nella stanza del S.I.M.B.A.D. sentivo profumo di fiori, rosa e gelsomino. Feci un controllo sulle varie parti di me e, dopo essermi accertata che tutto fosse tranquillo, riunii le parti in uno… Spontaneamente feci un salto nello specchio in ferro battuto che era servito in passato per i numerosi controlli sulla Triade. Appena fatto questo, percepii una sensazione di freddo per pochi istanti, dopodiché un gran caldo, un caldo estivo. Atterrai su un altro pianeta… era il suo pianeta, potevo riconoscerlo! Era lo stesso che vidi nel primo incontro: era sul verde, con forme non ben definite, nel paesaggio non vi era nulla di irsuto, colori pastello sul verde, e profumo di fiori… di tanti fiori. Mi guardai un po’ intorno e vidi Uomo Primo. Mi avvicinai e, dopo averlo salutato, gli chiesi se lui fosse lo stesso che si era presentato nel mio Simbad la scorsa volta.
Mi rispose di sì.
Parlammo molto… mi spiegò che la sua comparsa era la sua chiamata per me. Allora gli chiesi se in quel posto ci fosse qualcun altro. Lui mi prese nella mano gigante (stare lì nella sua mano mi faceva vibrare di un’energia molto calda) e mi portò in una grotta di pietra. In questa grotta c’erano 9 UP, compreso quello che mi aveva condotta lì. Avevano i piedi scalzi, delle tuniche di un bianco sbiadito un po’ strappate sotto. Sopra non riuscivo a distinguerli bene, confusa dall’energia luminosa che emanavano e dalla loro altezza. Parlammo molto, ma in seguito non riuscii a ricordare esattamente i dialoghi.

Ciò nonostante, ci fu qualcosa del nostro discorso che mi rimase impresso.
Mentre parlavano tra loro, mi coinvolgevano, dicendo qualcosa come “quando anche tu ti sarai svegliata…”… mi dissero che io porto cambiamenti nel mondo, ed io chiesi loro se avessero potuto aiutarmi a “risvegliarmi”. Così si riunirono in cerchio attorno a me e, in un’atmosfera quasi caratteristica di un qualche rituale, mi imposero le loro mani, infondendomi energia. Iniziai a levitare, distesa e senza più vestiti (prima avevo le mie sembianze ma da donna un po’ più matura, quindi come Anima, con il vestito blu), sentivo un forte calore e una vibrazione così diversa che le parole mi paiono limitate per poter descrivere realmente la sensazione. Man mano che continuavano, mi vidi, anche dall’esterno, avvolgere da una spirale di luce color oro… l’energia che avvertivo era sempre più forte, sempre più forte… e all’improvviso esplosi, emanando una luce accecante vista da fuori, e avvertendo un calore indescrivibile dentro.

Quando ebbi la possibilità di rivedere qualcosa, mi guardai le mani… ma non erano più le mie mani, erano le mani di uno di loro! Ero uno di loro, e andai a occupare il posto, nella caverna, che era rimasto libero. Continuammo a parlare… Si diceva che uno di noi è come tante, tante Anime… che siamo forti, ma che più coscienze ci sono, meglio è.
Chiesi loro se fosse stato possibile fare in modo che quelle coscienze ci raggiungessero, che si svegliassero.
Mi risposero che era possibile, e in quel momento mi venne spontaneo fare una cosa. Con l’aiuto della mia Triade, mentre parlavo proiettai delle immagini:
“questo è ciò che sta accadendo… vedete?”
Nell’immagine vi erano gli alieni che rapivano le persone, e immagini dettagliate di episodi di abduction…
“diventerete così, se non vi svegliate!”
E nel frattempo si vedeva un esercito di persone tutte uguali, con gli occhi spenti… li definii senz’anima… ma non nell’accezione di Anima che usa Corrado e collaboratori… Piuttosto, avrei potuto definire quella schiera di uomini che vedevo come degli zombie. Dopo questo, urlai a squarciagola:
“svegliateviiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!!”
E mentre urlai, in quel momento diffusi al di fuori di me un’energia così smisurata e potente, che mi chiedo ancora adesso come abbia fatto a reggerla con questo misero corpo. Verso la fine dell’urlo, iniziai a sentire il mio cuore battere pericolosamente veloce… sentivo che sarei morta se avessi continuato. Tuttavia, non mi lasciai prendere dal panico e, accettando quel mio stato di immenso sforzo e terminando con questa cosa, mi ripresi.
Dopo questo dissi agli altri UP:
“mi siete mancati… qui c’è tanta angoscia, ma so che non sono solo”
Piansi molto…
Ma ciò che loro mi trasmettevano in quel momento, era solo amicizia e serenità. Riuscii infine a riprendere le sembianze precedenti, le mie sembianze, e dissi loro che ci saremmo rivisti presto. Li salutai con la mano, dopo essere uscita dalla grotta, e saltai nell’aria, dove vi era sospeso il mio specchio. Così mi ritrovai nella stanza del Simbad. Dopo aver riunito e coeso bene le parti di me, uscii dalla simulazione mentale.


All’epoca consideravo queste esperienze
quasi illuminanti, per quanto molte cose facessi fatica a decifrarle. E’ stato proprio questo il motivo per cui non ho realizzato subito come stavano le cose e mi son fatta fregare, come tanti altri ex-addotti che, fermandosi a questa consapevolezza, escono dal problema dalla porta e vi rientrano automaticamente dalla finestra, cedendo consciamente o inconsciamente alle lusinghe di UP. Nel corso di ogni esperienza che racconterò a voi lettori, voglio scrivervi direttamente la morale che ne ho dedotto con la coscienza di adesso.

La prima strategia di Uomo Primo è quella di far sentire la sua vittima speciale, un prescelto in quanto essere superiore come lui, oppure facendole credere che sia uno di loro e che ha qualcosa di importante da fare, una missione trascendente. In effetti lo saremmo, ma solo in quanto anime imprigionate dentro di lui per l’eternità, non illudiamoci!
Non lasciatevi fregare quindi. La seconda strategia è che, come disse lo stesso UP, loro sono come tante Anime… da ciò capiamo subito che si tratta di un essere che agisce a livello animico, quindi trasmettendo un certo tipo di emozioni positive che fanno sfumare la possibilità di dubitare di lui. E queste sono solo le prime strategie che utilizza… quelle che affronteremo in seguito saranno subdole almeno il doppio di queste.


Il mio consiglio è quindi di dubitare di tutto, fuorché della vostra Anima: interrogatela sempre su qualsiasi cosa che sembra diversa o su qualsiasi creatura in cui doveste incappare, seguendo anche il consiglio del post "S.I.M.B.A.D.: qualche trucchetto" che ho scritto proprio per questo.
Alla prossima!

Estele

lunedì 17 ottobre 2011

La "chiamata"...

Tutto cominciò con un S.I.M.B.A.D. veramente insolito… scrissi a Corrado la notte stessa…

16 novembre 2009, ore 01.29

“Salve Corrado,
certo non è un orario tanto usuale, ma le spiegherò subito il perché. Ho appena fatto il Simbad, ed è la prima sera che mi è successa una cosa insolita, che a parole non riesco a descrivere esattamente.
Nella stanza sentivo un profumo di rose… è la prima volta che sento un profumo!
Allora dopo aver invitato la triade, mi sono messa a parlare con Anima. Ho cominciato a dirle cosa lei significa per me, che sono felice di essere il suo contenitore perché lei rende diverso e più vivo tutto quanto, facendomi provare certe cose, insomma, quello che pensavo di lei.
A un certo punto ho sentito un calore fortissimo e una presenza imponente dietro la porta. Allora sono andata ad aprire e ho visto due piedi enormi, ho visto la stanza del Simbad allungarsi e non riuscivo a vedere più la fine in altezza... Al che quest'omone enorme è entrato. La mia Anima gli arrivava poco più su della caviglia in altezza...
Io Spirito e Mente all'alluce invece!!!
Io credo si trattasse di Uomo Primo (lo chiamo subito così perché un po' di tempo fa il mio amico G. me ne accennò qualcosa), ma ora le spiego bene il seguito.

Lui diceva di sé "Io sono", e basta.
Anima cercava di spiegarmi dicendo "fin dall'origine", si spiegavano così.

Lui era molto curioso, la sua voce era come se si sentisse ovunque, e dice "cosa stavate facendo?", lì ha preso la parola Anima, dicendogli "mi stava dicendo cosa io rappresento per lei", lui molto interessato risponde "e cosa rappresenti per lei?" e Anima "qualcosa di divino", poi Anima gli ha raccontato della nostra situazione, del fatto che noi e tanti altri hanno avuto dei problemi con gli alieni, gli ha spiegato questa situazione.
Poi sono intervenuta io dicendo: "devo porgerti una domanda, perché a volte in questo mondo sento tanta nostalgia?"... A questo non ha risposto a parole, ma attraverso di lui sono riuscita a vedere il luogo da cui veniamo; lo vedevo come un pianeta molto verde, la vegetazione era un po'diversa, ed erano diverse anche le forme, era tutto meno irto, morbido, fatto di curve e di confini che non vedevo ben definiti. Nel momento in cui ho visto e sentito questo, sapevo che quella era la sua risposta.
Mi è sembrato un po' curioso e interessato a quello che succedeva e a quello che si faceva...
Comunque, dopo questa cosa, Anima gli ha chiesto se poteva abbracciarlo, anche solo sul piede (perché lei era piccola al confronto, non quanto il resto di noi però), quando Anima si è avvicinata, lui si china, la prende nella mano enorme e se la porta vicino al viso, e quando ero vicino al suo viso ho sentito un'energia così potente... credo di non aver sentito mai qualcosa di simile, e mentre vedevo molta luce sono riuscita a distinguere in lui solo un sorriso.
In quel momento, ho avuto l'impressione che o lui stesse facendo qualcosa ad Anima, o si stessero in ogni caso scambiando qualcosa. Poi l'ha rimessa giù, ci ha salutati, ed è andato via sparendo..
Dopo questa bella visita ho parlato col resto della truppa, che mi hanno detto che non c'è puzza di alieno in nessuno di noi, tutti un po' esaltati da quello che era appena successo (tipo facendo l'uno per tutti, tutti per uno).
Ora, innanzi tutto la ringrazio per aver letto questo testamento di e-mail... e poi volevo sapere che cosa ne pensa, per me è importante. Grazie, a presto.”


Siamo giunti a un episodio molto importante della mia storia di ex-addotta…  Corrado mi spiegò che quest’entità non si sapeva ancora bene chi fosse, e che si stava cercando di capirlo.
Da quel momento in poi io, nel mio piccolo, come tanti altri ex-addotti (… allora si sapeva veramente poco delle famigerate gerarchie superiori) ho contribuito spontaneamente a fornire a Corrado informazioni su questo essere chiamato Uomo Primo, ancora sconosciuto. Ciò che accadde in quel S.I.M.B.A.D. infatti, non fu che la sua “chiamata” nei miei confronti.


Per quanto mi riguardava, ero nel mio periodo top. Continuavo a fare periodicamente dei S.I.M.B.A.D. per recuperare ricordi degli episodi di abduction di cui ero stata vittima in passato, e per accertarmi che non ci fosse nulla di estraneo, che non fossero tornati a prendermi… anche quando non ero proprio sicura di ciò che sentivo, utilizzavo ugualmente la vibrazione di Anima e ripulivo ogni cosa.
Avevo recuperato un potere molto forte sia sulla mia vita, sia sugli alieni. Sempre più spesso mi accadeva di sentire le cose prima che si verificassero… in più mi allenavo ogni giorno per imparare a utilizzare volontariamente le mie facoltà paranormali, aspetto che mi affascinava sin da quando ero bambina. Quindi, stracarica com’ero di energia per l’assenza di schiavisti alieni e per ciò che ero riuscita a fare pochi mesi prima, mossa da un “E va bene ci sto, perché qui c'è qualche casino tipo altra dimensione e io ci vado a nozze.” alla J di Men In Black, sentii di poter esplorare il cosmo e indagare sulla figura di Uomo Primo…
In più non avevo alcuna paura: era scomparsa la paura del buio, che a differenza del passato iniziai ad apprezzare per la pace e il silenzio che lo caratterizzavano; scomparsa la paura di guardare ancora le stelle, alle quali mi sentivo legata più di prima, e non per via dell’abduction ma perché mi sentivo viva e senza confini, come loro… scomparsa la paura di poter mettere a rischio la mia vita, soprattutto se fosse servito per cambiare in positivo il destino degli esseri umani. Questo è stato il motivo della mia scelta, fare qualcosa di importante, per tutti quanti.

Mi tocca ammettere però che la spavalderia è un problema in cui si incappa quando ci si libera, proprio a causa della quantità e qualità di energia recuperata dopo tanti anni di torpore… ci si sente invincibili! Il problema è che, così facendo… ci si può mettere seriamente nei casini. Soprattutto andando volontariamente a rompere le balle a creature o mondi sconosciuti, oppure intervenendo contro gli alieni in difesa di altri addotti o ex-addotti, come in passato ho fatto.
Andare in giro per l’universo è davvero come esplorare una nuova terra di cui non si conosce nulla. Mi chiedo: quanto riuscirebbe a sopravvivere un uomo occidentale se andasse completamente solo a esplorare un continente di cui non conoscerebbe le malattie, ciò che è buono o nocivo da mangiare e quant’altro? Il paragone è lo stesso, solo che i problemi si verificano su livelli differenti. Su questo aspetto quindi voglio consigliare di valutare bene (sicuramente meglio di quanto feci io all’epoca) prima di gettarsi a capofitto in ricerche di questo tipo. Azioni sconsiderate possono essere molto rischiose.


Personalmente, tornassi indietro non cambierei ciò che ho fatto e vissuto, interventi scriteriati inclusi. Ho rischiato molto e, fortunatamente, mi è andata bene: nel mio caso la riflessività mi ha permesso di trarre da quelle esperienze anche più di quello che avrei potuto capire.
E’ stato necessario per la riconquista della mia libertà; è stato prezioso per me come lo è l’umanità intera, e lo dico nonostante ci siano un’infinità di cose che non mi piacciono in questo mondo. Mi ha permesso inoltre di osservare il nemico subdolo e sfruttatore, di capire come agisce e come liberarmene.
Con questi intenti continuai a contattare Uomo Primo, aggiornando costantemente Corrado...

lunedì 10 ottobre 2011

S.I.M.B.A.D.: qualche trucchetto

Siamo giunti ad uno, spero, dei più utili post del mio blog. Qui scriverò tutto ciò che ho trovato particolarmente utile per svolgere il S.I.M.B.A.D.
Ovviamente io, come tanti di voi lettori, ho vissuto le tecniche “dall’interno”, attuandole cioè in prima persona, per cui io stessa mi esimo dal considerare questo post come uno scritto analitico sulla tecnica di simulazione mentale. Per quel tipo di conoscenza, vi rimando a “L’anima trascende e l’alieno trasale” (seguito di Alien Cicatrix) di Corrado Malanga, e all’altro suo documento “Simulazioni Mentali”.

Detto questo, direi che il modo giusto di considerare questi miei consigli, sarebbe vederli come delle piccole aggiuntine o delle piccole accortezze che potrebbero tornare utili al momento giusto.


Le difficoltà nel portare avanti il S.I.M.B.A.D. possono essere diverse. Nel mio caso, ma ho l’impressione che si tratti di una difficoltà abbastanza frequente, non riuscivo a portarlo avanti perché le prime volte mi addormentavo. Un altro elemento a cui porre l’attenzione sono poi le immagini interferenti, qualora si verifichino. Queste si possono manifestare prima, e quindi come impossibilità a concentrarsi, o durante la simulazione mentale, come interferenza; in questo secondo caso può trattarsi di pensieri o preoccupazioni esterne che forse sono così pervasive da non riuscire ad essere contenute nello spazio al di fuori della simulazione, talvolta invece possono anche essere provocate da alcuni dei parassiti alieni, il Lux in particolare che quando si rende conto di essere nei guai ricorre a qualsiasi debolezza o paura personale per impedire che si vada avanti.


So che alcune delle strategie potrebbero apparire scontate … Tuttavia vorrei affrontarle ugualmente, dato che la mia meticolosità nello scrivere è stata valutata positivamente da alcuni di voi.


1.       Si prova a fare il S.I.M.B.A.D. e ci si addormenta

Questo può essere dovuto in primis allo scorretto orario o posizione in cui si effettua la simulazione, alla debolezza generale che l’essere addotto comporta, o anche alla non dimestichezza nell’utilizzo di tale tecnica. Credo sia una cosa piuttosto normale che si verifica spesso, soprattutto all’inizio. Scegliamo quindi per il nostro S.I.M.B.A.D. una posizione che ci permetta di rilassarci comodamente ma che non favorisca il sonno. Se poi si ha la preferenza per la posizione distesa, magari si faccia maggiore attenzione agli orari in cui lo si fa, che non siano orari troppo tardi… sta poi ad ogni persona regolarsi e trovare il proprio momento ideale.


2.       Immagini interferenti

Per tenere a bada le immagini interferenti che mi si presentavano a volte prima oppure durante la simulazione mentale, mi è stata molto utile una piccola tecnica di gestione dei pensieri che scoprii leggendo il libro “Ipnosi” di Léon Chertok: la tecnica dello schermo vuoto. Suggerisco, per chi ha difficoltà di questo tipo, di usare questa tecnica al di fuori del S.I.M.B.A.D., come fosse un esercizio a sé che insegna prima di tutto a gestire nello spazio i propri pensieri. Una volta che si è acquisita dimestichezza con quello, le difficoltà nel S.I.M.B.A.D. dovrebbero terminare da sole, perché è stato risolto il problema alla base, non necessariamente di origine aliena. La tecnica dello schermo è molto semplice: ci si pone in una posizione comoda, si entra in uno stato di rilassamento, magari inizialmente concentrandosi sui propri respiri… in questo stato di calma distesa, con gli occhi chiusi, si inizia a visualizzare un grande schermo. Su questo schermo possiamo vedere proiettati tutti i nostri pensieri e le immagini interferenti, come si trattasse di un maxi schermo suddiviso in tanti più piccoli, ciascuno dei quali rappresenta un’immagine interferente. Ecco… quello è il casino che abbiamo in testa!

A questo punto, semplicemente si prende la prima immagine disturbante e, pian piano, la si porta fuori dallo schermo.. Fatto questo si noterà che in quel punto lo schermo è tornato vuoto.
Quando si effettua questo tipo di esercizi è importante sentire la procedura quanto più reale possibile: immaginate di poter spostare con le dita l’immagine/pensiero disturbante, nel frattempo di guardarlo mentre pian piano si sposta lasciando lo spazio vuoto dello schermo.. E’ cioè importante coinvolgere tutti i sensi per aumentarne l’efficacia.

La procedura del togliere dallo schermo le interferenze va ripetuta per tutte le immagini, pensieri, suoni, eccetera… Finché non si riesce ad avere lo schermo tutto vuoto. A questo punto ci si ferma e si osserva il lavoro fatto, il grande schermo vuoto e pulito. Ottenere un simile risultato significa che stiamo imparando a tenere a bada i pensieri, stiamo riuscendo a confinarli quando ne abbiamo bisogno… Inutile dire quindi che questo aumenta il controllo su se stessi.

Applicando questo trucchetto su me stessa, sono riuscita a bloccare le immagini disturbanti che interferivano nel corso di una simulazione mentale, senza però dover porre fine alla simulazione… un risultato niente male!


3.       La Triade

Avendo utilizzato perlopiù il S.I.M.B.A.D., quindi il metodo fai da te.. credo di aver capito che sia importante prestare attenzione ad alcuni elementi che caratterizzano le parti di sé, in particolare Anima. Anima, come sappiamo, somiglia a livello di personalità ad una bimba, curiosa di esplorare il mondo, a volte un po’ ingenua o semplicemente inconsapevole di quanto la circonda. Questo ci fa capire che per rendere più efficace la comunicazione con lei, bisogna utilizzare un linguaggio adatto ad un bimbo curioso di conoscere il mondo.

Consiglio quindi di prendersi tutto il tempo che si vuole, di fare domande tanto più semplificate quanto più si percepisce l’aspetto bambino nella propria Anima, di fare tanti esempi, facendole rivedere nel passato e facendole osservare i futuri possibili… Quando Anima in un certo senso vive le cose che le sono accadute e di cui non era cosciente, oppure prova a vivere il futuro, libera o oppressa che sia, capisce al volo e una volta che capisce il discorso che cerchiamo di farle non c’è bisogno di ripetere le cose a oltranza.

Altro elemento importante è cercare di ossevare i movimenti del corpo delle parti.

A livello pnlistico io sarei un’auditiva-visiva-cenestesica… tuttavia, il fatto che non sia in primis visiva non ha compromesso la mia possibilità di sviluppare anche quel canale, oltre anche a quello cenestesico. Questo perché, in ogni mio S.I.M.B.A.D. tipico cercavo, ancora prima di entrare nella stanza da me creata, di “ancorarmi” il più possibile… Vi faccio un esempio della mia tipica simulazione mentale (molto personalizzata… ma non è un male essere creativi!)

In uno stato di rilassamento a occhi chiusi…
“Immagino” di aprire gli occhi, ma quando li apro davanti a me vedo un vero e proprio paesaggio. Di solito appena apro gli occhi sopra di me vedo le fronde degli alberi mosse dal vento, i raggi del sole che filtrano dai rami, sento i soffi del vento tra le foglie, posso sentire il profumo della terra oppure l’odore degli alberi (a volte vedo dei pini e l’odore ovviamente è più intenso)… posso anche sentire il canto degli uccellini! Dopo questa prima scena mi alzo dalla terra dov’ero distesa, vado vicino ad uno di questi alberi e guardandomi intorno, lo tocco… ovviamente posso sentire la consistenza del tronco, di solito quest’albero sta alla destra di un grande viale pieno di foglie che da su un fiume. Dopo aver toccato il tronco inizio a camminare lungo il viale finché non arrivo vicino al fiume. Sulla destra c’è una grande cascata, riesco a sentire il rumore dell’acqua che scorre impetuosa e che si placa una volta giù, all’altezza in cui mi trovo io. Da questo grande tratto di fiume tranquillo emerge una palafitta (quella è la mia stanza), tutta in legno… su una sorta di balconcino esterno che si estende per l’intero perimetro della palafitta, vi è appoggiata una lunga scaletta che mi permette di arrivare su. Per giungere nella mia stanza del S.I.M.B.A.D. mi devo reggere su questa scala e mi devo arrampicare gradino dopo gradino… di solito arrivata in cima mi siedo sul balconcino di legno e guardo gli alberi dall’alto, oppure cammino intorno alla casa e osservo in che punto del cielo si trova il sole, se è giorno… eccetera… Poi mi avvicino alla porta e la apro… Una volta dentro guardo bene cosa c’è, come al solito posso decidere di toccare il tavolo o di sistemare le sedie.. a volte è capitato che sentissi dei profumi nella stanza, ma questo lo chiarirò nel prossimo post.


Un’altra accortezza che usavo era variare il punto di vista. Inizialmente cercavo il più possibile di vedere in prima persona, quindi il paesaggio cambiava man mano che mi spostavo… a volte in alcuni piccoli intervalli mi vedevo anche dall’esterno, come se io fossi anche una telecamera esterna per cui potevo vedere com’ero vestita e come mi muovevo, eccetera.. Nel parlare con le parti io avevo il punto di vista di me-corpo, a volte quello di una telecamera esterna, a volte quello della Triade una volta unita. Il cambio di punto di vista mi permetteva, man mano, di sviluppare al meglio la simulazione a livello visivo.

Ora penserete… che palle fare una procedura simile ogni volta! In realtà io credo che le cose si possano personalizzare... ognuno ha i suoi tempi e le sue modalità preferite  per quanto mi riguarda, trovavo molto divertente fare tutto quel percorso prima di iniziare in maniera vera e propria… ci arrivavo più distesa!


Allenando tutti i sensi sarà più facile guardare meglio le parti, notare i movimenti del volto, o un tono di voce particolare, un gesto… Nel mio caso Anima cercava di mascherare il fatto che fossi addotta con un’aria materna, protettiva, sensibile… Quando glielo chiesi direttamente mi rispose “… potresti essere coinvolta”… tuttavia guardandola bene, a impatto, c’era qualcosa che non mi convinceva… non mi guardava proprio negli occhi, non si manteneva di fronte a me ma era un po’ girata lateralmente, ed io avevo la sensazione che non mi stesse dicendo proprio tutto, o che stesse cercando di deviare dal succo della questione. Quando si hanno questi dubbi, significa che tali dubbi sono fondati. Infatti, non c’è stata una sola volta in cui ciò che Anima mi abbia detto si sia rivelato falso. In quell’occasione mi fidai delle parole… e non di tutto ciò che percepivo in modo più profondo e diretto, attraverso cioè i gesti, le emozioni, e Anima stessa. Qui si collega la fiducia in se stessi di cui scrivevo nei precedenti post, e lo sforzo di non dubitare di ciò che si percepisce, perché se c’è una nota che stona, probabilmente c'è qualcosa che non va. Nel mio caso, se quel “potresti essere coinvolta” l’avessi riformulato subito come un “sì, sei addotta” avrei risparmiato a Corrado di ri-verificare il mio TAV e forse anche qualcos’altro. Abbiamo però capito che spesso ci sono delle resistenze personali, per cui non è facile realizzare consapevolmente e da un momento all’altro di essere addotti…


Un ultimo aspetto che ritengo sia importante trattare è la forma delle parti di sé. Nel mio caso, probabilmente per via delle abduction, inizialmente le parti non erano messe molto bene. A volte possono simbolizzare forme o figure che, provando a interpretare, si rivelano un po’ meno coscienti di sé o dell’interazione che si può creare tra Anima-Spirito-Mente. Ho avuto modo di osservare, nel corso dei miei S.I.M.B.A.D, che le parti cambiavano forma, dimensioni, colore. Inizialmente nella forma originale erano delle sfere piuttosto piccole (com’era prevedibile), ciascuna del suo colore, ovvero Anima-blu, Spirito-rosso, Mente-verde. In seguito diventavano più luminose, più grandi e, in particolare Anima e Spirito, presentavano dei bagliori e dei lampi all’interno… E’ intuitivo che l’aumento di dimensioni o il cambiamento di forma in questo senso potrebbe essere interpretato positivamente. Un po’prima della conclusione del mio percorso, le parti nella loro forma apparivano come la brillantina che si usa per decorare ma molto estese, ognuna del suo colore, perché, mi spiegava Anima “così possono comunicare meglio con gli altri” (riferendosi ad altre Anime e Spiriti). Alla fine di tutto, nella sua forma originale è cambiata solo Anima… Alla sua entrata, nella mia ultima simulazione mentale per venir fuori dalle cosiddette gerarchie “superiori”, Anima non riusciva momentaneamente ad essere contenuta nella stanza, perché era una galassia ed alla sua entrata la stanza sembrò scomparire. Le altre parti conservavano la forma precedente.

Una volta entrate nella loro forma originale, al momento di specchiarsi, le mie parti assumevano una forma umana. Anima e Spirito hanno conservato invariata la loro forma, mentre un progresso si è verificato in Mente. Infatti, a differenza dei primi S.I.M.B.A.D. in cui mente somigliava a un mio caro amico, vestita con una calzamaglia alla Peter Pan, nei successivi prese finalmente le mie sembianze, indossando un bel vestito verde smeraldo. Ritengo che tali cambiamenti siano positivi e siano dovuti al miglioramento nell’interazione tra le parti di sé.
Questo si può notare non solo a livello sensoriale, ma anche a un livello più profondo ed emotivo. Così proseguendo con le simulazioni mentali ci potremmo trovare davanti a scene toccanti… Spirito che abbraccia e in un certo senso contiene Anima, che fa venir fuori la sua personalità combattiva, offuscata e indebolita dal parassita Lux eccetera, per cui… non spaventatevi se le parti cambiano nel corso del vostro percorso.. ma piuttosto, nell’osservarle… emozionatevi!


Qui si conclude la parte più “tecnica” del mio blog relativa al S.I.M.B.A.D., che spero potrà essere utile a quanti, addotti, non vogliano arrendersi davanti alle difficoltà che possono incontrare nel farlo. Nel prossimo post tratterò una questione che forse interessa a molti: il mio incontro con le gerarchie superiori e il ruolo che ho avuto in quell'amara storia… A presto!

Estele

lunedì 3 ottobre 2011

Parlarne con gli altri..

Proviamo ora ad affrontare una problematica molto molto importante: la possibilità di parlare con gli altri del proprio essere addotti, tenendo sempre ben presente che ciascun addotto è, prima di tutto un Universo a sé… caratterizzato da modi del tutto personali di percepire il proprio status, di reagire e di fronteggiare gli eventi che si prospettano.

Tuttavia ritengo utile scrivere tutto ciò che ho imparato dall’esperienza di confidarmi con qualcuno. Ebbene, anche io (nonostante possa apparire forse paradossale per via dell’anonimato che ora mantengo) quand’ero addotta decisi di parlarne con qualcuno, precisamente con le persone con cui vivevo all’epoca dell’accaduto dei precedenti post, coi miei amici più intimi e con la persona che all’epoca avevo accanto.


I motivi per cui faticavo a tenere tutto dentro erano diversi: da un lato l’essere addotta, l’aver visto gli UFO da vicino coi miei occhi e riuscire a resistere, da sveglia e nel sonno, ai loro tentativi di riprendermi, non fece che accrescere ulteriormente la distanza tra me e il resto del mondo; se per una vita mi ero sentita sola e diversa senza saperne il motivo, in quel periodo lo ero perché avevo davanti a me quasi ogni giorno cose assurde e del tutto inumane. Ricordavo spesso la scena delle àncore con Corrado, e ogni volta provavo quella sensazione, che secondo me anche altri addotti conoscono bene, tremenda di non sapere quale fosse la mia casa… dove fossi collocata nel mondo. Si può ben capire l’effetto che questo ebbe sul mio senso di solitudine disperata, che risultò enormemente amplificata. In più c’era la paura e il peso del silenzio: per la grande empatia che mi ha da sempre caratterizzata, immaginavo che parlare avrebbe potuto significare essere emarginata, essere etichettata come una matta, esser presa in giro, e il peso di questa coscienza era così schiacciante per me che mi sentivo intrappolata nel buio tunnel dell’isolamento, senza entrata né vie d’uscita. In qualche modo avevo bisogno di ridurre quella distanza, quel senso di solitudine che rendeva anche me un “alieno” tra gli uomini.


Da tutt’altro punto di vista mi tocca, onestamente, ammettere che in quel periodo l’essere addotta rappresentava per me anche una “lusinga per l’Ego”: il pensiero di ricevere attenzioni da esseri così lontani, per di più ultraterreni, insieme con la solitudine che provavo, sfociava talvolta nel polo opposto, in un senso di esaltata unicità e peculiarità del Sé. Semplificando nei minimi termini, inizialmente non mi rendevo conto che essere addotti è, in realtà, una vera e propria sfiga. Inoltre, la consapevolezza di star vivendo io sola tutta quella situazione, di essere in grado di fare dei veri e propri miracoli, salvarmi la vita, oppure constatare il verificarsi di fenomeni paranormali, che tratterò in seguito, mi stuzzicava. Volevo far sapere agli altri quanto “ero brava e forte”. Allora nel pieno periodo di lotta ne parlai… Spiegai cosa significava essere addotta, come avevo scoperto di avere questo problema, come Corrado mi stava aiutando, mostrai le mie cicatrici spiegando a cosa erano dovute.


Mi duole il cuore nello scrivere queste parole, ma purtroppo è ciò che ho constatato ed intendo essere concreta. Le persone difficilmente sono in grado di comprendere, e soprattutto accettare una cosa simile. Se riescono anche solo ad ascoltare, è un lusso.

Tempo fa lessi che una reazione di rifiuto da parte degli altri si verifica anche nei parenti o amici di vittime di catastrofi naturali, come fosse una specie di modo per gli altri esterni, di cavarsi dalle implicazioni o dal solo pensiero di poter essere essi stessi vittime di catastrofi simili. Forse nel momento in cui si parla dell’abduction avviene la stessa cosa, e le persone che si trovano ad ascoltare simili resoconti, assalite dalla paura sia della realtà dell’esistenza di questi fenomeni, sia dal pensiero di poter essere esse stesse addotte, reagiscono con il rifiuto. Il rifiuto si manifesta in molte forme, che vanno dal “silenzio senza sorridere” descritto bene da Gabriela Dobrescu nel suo blog: le persone ti guardano senza dire una parola, come se avessi veramente dato di matto (per la serie chi tace acconsente, e come finale di un implicito sillogismo… la ragione si da ai matti!); alle battute, che si estendono oltre i limiti del tollerabile, come ad esempio il dare dell’”esperto” e “intenditore di microchip” all’addotto, oppure dire che una qualsiasi cosa insolita sia legata a UFO o alieni, come se l’addotto si trovasse in preda ad una psicosi allucinatoria in cui non gli fosse concesso di vedere o concepire altro al di fuori degli alieni; sino alla più pesante violenza sulla psiche dell’addotto, già fragile di per sé.


Per far impazzire una persona, normale o fragile che sia, non ci vuole molto ingegno: basta convincerla ad accettare che le cose che ha visto e sentito, che gli eventi che ha vissuto, non sono mai stati reali; convincerla, in poche parole, di non esser più padrona di sé. Questa è la sottile linea di confine, e in questo purtroppo le persone care e più vicine giocano un ruolo portante. Nel tentativo di riportare il loro caro alla “normalità”, non fanno che aiutarlo a imboccare la via della perdizione, rendendolo insicuro dell’unica persona che, nell’uscita dal fenomeno abduction, sarebbe degna di fiducia: se stesso. Di esempi di questo ce ne sono tanti, quali il tentare di mettere in crisi la realtà dell’intera esperienza dell’addotto in virtù del non aver fatto uno specifico controllo medico o un’operazione chirurgica per estrarre i presunti microchip (dimostrazione che serve più agli altri per “credere a tali assurdità” che a chi le sperimenta in prima persona), tentare di instillare nella persona il dubbio che quando avrebbe ricordato la presunta abduction si trovava in chissà quale stato di coscienza alterato indotto dall’operatore (mostrando ancora una volta l’enorme ignoranza e la paura che imperano attorno alle tecniche di ipnosi, di libera associazione eccetera), sino ad affermazioni ben più gravi, quali il sentirsi dire di essere stati in realtà violentati dall’operatore di turno durante la seduta. Tutto questo è, a mio parere, deplorevole, in quanto tali commenti esulano dal rispetto per la vita di un’altra persona e per la sua intera esperienza, oltre a tendere a porla in una posizione di menomazione e di passività totale rispetto alle scelte da compiere. Inoltre, resistere a tali pressioni non è facile proprio perché talvolta vengono esercitate da persone vicine, che probabilmente non si rendono conto dei danni che possono causare così facendo. A queste persone non sento di dire nulla, neanche di fare uno sforzo, perché a mio parere non saranno mai in grado di capire cosa si prova, e posso capirlo provando a mettermi nei loro panni. Di conseguenza, prima di decidere di parlare del proprio problema con qualcuno, bisognerebbe rifletterci un po’.


Il paradosso in tutta questa situazione è che, se riconosciamo gli effetti deleteri del parlarne e rifiutiamo di aprirci con gli altri, ci sentiamo dire che siamo finiti in una setta, che ci estraniamo dal resto del mondo, che non siamo in grado di comprendere punti di vista differenti. Ma quando parliamo, riceviamo come risposte messaggi ancor più paradossali, come quelli descritti sopra, a dimostrare che i punti di vista differenti sono veramente poco tollerati.

Alla luce di tutto ciò vorrei porre una domanda alle persone che non hanno mai vissuto l’esperienza dell’abduction:
“ritenete che esista un’apertura, un interesse e una disponibilità al dialogo su argomenti “tabù” di questo genere?”

 E, in ultima analisi: “cos’è per voi il dialogo?”


Riguardo le risposte sono un po’ pessimista ma, personalmente, ho avuto modo di trovare la mia soluzione. La soluzione che ha appianato in parte il mio senso di isolamento, l’ho trovata nel momento in cui sono stata in grado di accettare la mia solitudine, non razionalmente ma in primis con Coscienza, e soprattutto accettare ciò che gli altri mi potevano offrire, accettare che non tutti possono concepire, accettare che è molto difficile essere compresi in questo. Ho accettato di “essere sola nel mondo”, e mi è andata bene così. Questo mi ha permesso non vivere di aspettative esagerate nei confronti del mondo che mi circonda, e di percepire il buono che mi è stato dato dagli altri piuttosto che le loro mancanze.


La famiglia è forse uno dei primi pensieri nel percorso di uscita dal problema: i propri familiari, fratelli o sorelle, madri o padri, cugini eccetera che si scopre essere addotti anche loro… Così si scopre che fanno sogni strani in cui dei “cari amici” abusano di loro.
Una circostanza piuttosto disarmante si sperimenta quando si cerca di abbozzare un discorso sperando di creare un inconscio interesse, e vedere che questo non funziona, o perché palesemente l’interlocutore (addotto) desidera interrompere il discorso colto da un’”insolita” paura per questi argomenti, o perché l’/gli interlocutore/i ritengono che quella aliena sia una propria fissazione periodica, una temporanea voglia di evasione dalla realtà che si augurano passi presto… è disarmante anche il senso d’impotenza che si prova nel vedere un familiare sul letto di morte dire “son tornati, erano di nuovo loro”… a “scuoterlo nel letto”, e chiedersi se alla fine della sua vita il proprio caro finirà nelle mani di quei maledetti demoni, o se la sua Anima riuscirà a liberarsi dagli invasori per trovare la pace… chiedersi se si possa fare qualcosa, provarci senza sapere a cosa né dove porteranno quei tentativi… di incertezze ce ne sono tante..


Proprio in quest’aspetto diventa importante sia il modo di porre la questione nel dialogo, sia la possibilità che l’interlocutore voglia in primo luogo aiutarsi… in termini semplici, diventa inutile parlare, o tentare di aiutare una persona che in primis non vuole aiutare se stessa, per quanto duro possa essere accettare questo dal momento che si tratta pur sempre di un familiare. E questo non vale solo per l’abduction, ma anche per tutti gli altri problemi della vita.


Siamo uomini, e dobbiamo capire che le reazioni alla nostra decisione di affrontare un argomento del genere apertamente, non dipendono soltanto dalla nostra volontà ma anche da quella di altre persone, che può essere o meno diversa dalla nostra.
Se tornassi indietro, personalmente, non parlerei di quello che mi è successo con la facilità con cui lo feci allora. Ancora oggi persone a me vicine utilizzano le confidenze da me fatte in passato con l’intento di mettere in dubbio la mia sanità mentale agli occhi della mia famiglia. Ma ovviamente queste considerazioni posso farle con la coscienza di adesso… prima mi sentivo semplicemente molto, molto sola… e queste conseguenze non le mettevo in conto.

Non di sola negatività si caratterizza però la possibilità di parlarne con le altre persone. Ve ne sono alcune, al di fuori o inconsapevolmente nel problema, quelle persone che magari conosciamo da una vita e che ci vogliono un gran bene che sono in grado di ascoltare, per quanto assurdo o spaventoso possa sembrare loro, per quanto possano proporre come via d’uscita una qualche religione o devozione a qualche altro essere “superiore”. Probabilmente ci saranno, spero in cuor mio, anche persone che riescono a rendersi conto in qualche modo di avere a loro volta il problema, di affrontarlo e, alla fine di tutto, sentire un po’ di gratitudine verso chi ha permesso loro di prendere coscienza di tutto. A queste persone sento di dire “grazie”, perché hanno trasceso il limite dell’incomprensione, si sono spinte oltre nella curiosità di capire, o semplicemente non hanno lasciato che quell’esperienza vissuta dal loro amico, dal loro caro, incrinasse una fiducia e una stima in lui riposta da una vita.


Voglio inoltre ringraziare di cuore Corrado perché, senza che gli chiedessi nulla, mi diede la sua disponibilità per l’eventualità che fosse proprio lui a parlare del problema alla mia famiglia, quasi come avesse percepito le preoccupazioni che avevo. Ho intenzione di rendere pubblico anche questo aspetto perché Corrado viene troppo spesso dipinto, ovviamente da persone che a stenti lo conoscono, come il freddo scienziato che condurrebbe esperimenti sulle persone. Il fatto che un grande ricercatore sia anche una persona molto umile, che non è solita ostentare i suoi meriti, non implica che non abbia un cuore, tantomeno che lo abbia di pietra.

Allora mi pare giusto che sia anche io a portare alla luce questi meriti, dato che con Corrado ho mantenuto contatti per almeno un anno a partire da quando scoprii di essere addotta, contatti frequenti avvenuti quasi quotidianamente, per cui posso dire che un po’ ho avuto modo di conoscerlo. E non si offrì solo di parlare coi miei genitori… questa mail è un altro esempio di come lui si sia interessato anche alla mia vita e a come stavo:

“allora:
per la parte animica che fulmina tutto molto bene. il secondo lux , quello più grande .. si tratta di un lux di seconda generazione se così possiamo dire. Non esiste di terza per cui se ha mandato via anche il secondo non tornano più per sempre. Il fatto che sia tornato proprio in questi giorni è dovuto al fatto che come negli altri casi essi tornano quando il tuo spirito è moscio. Per esempio il fatto che tu con il tuo ragazzo che torna abbia inconscia paura di non essere più all'altezza  o forse di non "amarlo" più come prima...
il lux usa questa tua insicurezza e tenta di insinuarsi nelle pieghe dei tuoi ragionamenti. Anima lo fonde ma tu rimani  con il problema della tua relazione. Il fatto è che tu hai fatto ora un passaggio in più nella via della coscienza e non sai se il tuo ragazzo sopporterà questo tuo cambiamento.
La cosa è del tutto normale. non ti preoccupare. Lui torna e tu ci parli e gli racconti tutto. e se non basta se lui vuole gli parlo anche io.
Poi scopri che   per te non va più bene o che  può ancora andare bene.,
Ma questo dopo.”

Di “freddo chirurgo freudiano” o di “scienziato radicato al metodo sperimentale” qui c'è veramente poco .
E poi dite la verità, cari lettori.. non è forse più bello e limpido leggere un resoconto o un articolo quando vengono esposte le prove a sostegno delle proprie affermazioni? E questo è solo un piccolo anticipo. Corrado avrà uno spazio tutto per sé sul mio blog.


Alla fine, con la mia famiglia decisi di fare lo stretto indispensabile. Attualmente, i miei familiari sono a conoscenza dell’esistenza del fenomeno, sanno che me ne interesso, e sanno cosa fare per approfondire per conto loro la questione.

Un’altra soluzione, di gran lunga migliore e più efficace rispetto all’assumere tutto su di sé il fardello di tale esperienza, è stata per me la possibilità di parlare, conoscere e confrontarmi con altri addotti che si stavano liberando in quel periodo. Erano le uniche persone con le quali mi sentivo totalmente libera di esprimermi, ma più di ogni altra cosa, erano persone in un certo senso “come me”, tutte particolari ognuna a modo suo ed è stato proprio l’aver a che fare con persone più simili a me a permettermi di non sentirmi più sola. Sapere, cioè, che c’erano tante altre persone come me, che vivevano più o meno le stesse mie cose, che avevano le mie stesse difficoltà e provavano gioia in un modo così profondo da essere inspiegabile in parole, proprio come accadeva a me.

Spesso, quando mi trovavo con alcune di loro e mi capitava di avvistare qualcosa nel cielo o di percepire entità negative quali il Lux, mi sorprendevo perché stando volontariamente in silenzio, loro percepivano e mi riportavano spontaneamente le stesse cose. Con molte di quelle persone si è creato un legame molto particolare, c’era così tanta sintonia che provavamo gli stessi stati d’animo quasi negli stessi momenti. Quella fu un’esperienza bellissima, le persone che ho conosciuto in quel viaggio le porto nel cuore e non le dimenticherò mai.

Forse ancor più utile sarebbe parlare con un ex-addotto. Io nel mio percorso non ho avuto modo di parlare con qualcuno del tutto fuori dal problema, ma lo considero di grandissima importanza perchè l’ex-addotto, sebbene abbia forse ricordi un po’ più sfumati nella memoria e non rimugini più su cosa gli sia successo, ha dovuto affrontare un percorso per liberarsi anche delle paure e delle "seghe mentali" legate all’abduction che si portava dietro anche quando liberato, ha compreso che esporsi ad altri attacchi alieni per la voglia di fare casino lo mette solo nei guai, per cui a mio parere ha una visione delle cose più lucida e meno invischiata!

Anche nel prossimo post affronterò questioni di contorno, anch'esse importanti, per arrivare nel modo più chiaro possibile… agli incontri coi “superiori intergalattici”. A presto!

Estele

lunedì 26 settembre 2011

"Alien Cicatrix"

Ciò che mi permette di affermare con certezza che le abduction esistono, e soprattutto che se ne può uscire, definitivamente e integri, è in primo luogo la mia personale esperienza, ciò che ho visto coi miei occhi e sperimentato sulla mia pelle. Come già detto, in seguito ho ritrovato a distanza di tempo dei segni sul mio corpo legati alle abduction subite: si tratta di cicatrici che possono risalire a operazioni compiute da questi esseri per varie motivazioni tra le quali rientra l’inserimento di microchip e impianti per il controllo dell’addotto e di tutta la sua vita inclusa la sua capacità di riprodursi, secondo quanto emerge dalla casistica, compreso il mio caso.
Alcune cicatrici sono più comuni, e sono esattamente quelle che voglio mostrare a voi per diversi motivi:

in primo luogo queste fotografie rappresentano un’ulteriore aggiunta a quelle numerosissime e tutte simili che spesso abbiamo potuto vedere nelle conferenze di Corrado o dei suoi collaboratori;

in secondo luogo, per mia volontà di non creare confusione pubblicherò le foto delle cicatrici di cui sono certa ed eviterò di pubblicare foto di altre cicatrici che ho sul mio corpo che, francamente, non sono sicura possano esser fatte risalire all’abduction, nonostante a tutt’oggi io non ricordi come me le sia procurate.

Vi rimando al già citato articolo “Dopo un rapimento” e ai successivi lavori di Corrado Malanga:

fig. 1-2 cicatrice sulle dita delle mani, tra indice e medio sx;










fig. 3 cicatrice sulle dita delle mani, tra medio e anulare dx;






fig. 4-5 cicatrice sull’alluce dx; insieme alle cicatrici che si trovano sulle mani, pare vengano fatte in un’operazione di inserimento di impianti.










fig. 6 cicatrice sui genitali;





Per quanto riguarda le cicatrici incerte, si tratta di una piccola cicatrice sulla palpebra superiore sx, come una piccola incavatura sopra l’occhio, una cicatrice come una bruciatura sul polso dx e sulla gamba dx.

Non ho mai avuto modo di farmi fare una radiografia o una risonanza per avere ulteriori conferme. Inizialmente sentivo l’esigenza di farlo come a voler dare più una prova agli altri che a me stessa (per quanto mi riguarda ho la mia esperienza, per cui nessuno potrà mai convincermi di non averla vissuta). Ma a quanto pare non è facile farsi fare una radiografia “dal nulla”.
Attualmente, fuori dal problema e di ritorno nella mia vita, non sento l’esigenza di dare al mondo conferme di questo tipo. Ora sto bene così :-)

Continuate a seguirmi, a presto con nuovi aggiornamenti!!

Estele

martedì 20 settembre 2011

Battaglia contro i "demoni" 3

Corrado mi confermò che i loro veicoli avevano delle luci proprio come l’avevo descritto, mi tranquillizzò e mi diede alcune dritte per andare avanti con ciò che stavo facendo: nel prossimo S.I.M.B.A.D. avrei fatto un elenco delle cose che avevo mandato via e delle cose che erano rimaste… avrei rifatto la radiografia su Anima per osservare se ci fosse ancora qualcosa che non avrebbe dovuto esserci...


Nella mia simulazione mentale non vi era nulla che non andava, tutto era rimasto come nel primo simbad che avevo fatto, ma ne approfittai per parlare ancora una volta con le mie parti… mi presi un’oretta per spiegare bene bene ad Anima che lei è libera ma che la situazione sarebbe diventata rischiosa per tutti se si finiva per cedere in qualche modo. Lei capì, perché in fondo basta spiegare le cose per bene, a piccoli passi, facendo esperire a lei in prima persona cosa potrebbe accadere se si vien fuori dal problema, oppure se si ricade… A lei basta vedere nel tempo per rendersi conto di volere o non voler più fare una determinata esperienza. Tutto qui.


Durante la notte iniziai a fare sogni riguardanti la MAA (conosciuta come memoria aliena attiva, per ulteriori chiarimenti vi rimando ad Alien Cicatrix di Corrado Malanga, in cui viene spiegato ampiamente di cosa si tratta). Scoprii che si trattava proprio di quello ripercorrendo i sogni e facendo da sola la tecnica delle àncore, riguardando le mie mani in sogno, potevo osservare bene che non erano le mie, bensì quelle del sauroide di cui conservavo la memoria… in questo sogno mi trovavo in una zona aperta, abbattevo un ufo e dopo una corsa lungo una strada sterrata mi ritrovavo davanti a tre cilindri: in quello di destra c’era un essere che non sono mai riuscita a definire: i suoi occhi erano grandi e neri come quelli di un grigio, ma all’interno potevo vedere l’iride rosso e la pupilla nera, aveva la pelle rugosa ed era bianchiccio, pallido. Nel cilindro centrale non c’era nulla, mentre in quello di sinistra vi era l’ufo che avevo appena abbattuto, lì c’era un altro sauroide al quale dissi “stavolta prenderò io l’ufo per spostarmi”, ed un cane molto disobbediente. Un altro elemento che mi fece pensare che si trattava del sauroide, e non di me, fu il “mio” comportamento nel sonno: picchiavo questo cane e, mentre gli tenevo la bocca aperta (da notare che l’immagine di una donna che apre la bocca ad un leone rappresenta proprio la Forza, uno degli arcani maggiori dei Tarocchi) gli intimavo di stare buono altrimenti non l’avrei mai più portato con me. Pensai che il cane poteva rappresentare il grigio , che dopo quella scena andò buono buono in una macchina nera, molto grande. Non fu difficile scoprire il significato di questo sogno… accade talvolta di fare sogni riguardanti la MAA soprattutto mentre si sta lavorando per uscire dal problema.


Il giorno 17 ottobre tornarono a riprendermi. Per la prima volta mi accorsi che stava accadendo, per via della sensazione del “venir tirata su”, ancor prima di vedere il loro UFO fermo nel cielo, stavolta molto più lontano, come una luce che brillava ogni tanto. Ancora una volta ho contrastato in ogni modo quella forza finchè, per fortuna, non sono andati via…

Inoltre avevo ancora il problema delle copie che nonostante fossi reticente a distruggere (erano un’altra me, e non concepivo molto la cosa) avrei dovuto eliminare per non farmi più ritrovare da quegli esseri. Per non parlare poi del Lux che non so come, riusciva a tornare… Insomma avevo un bel lavoro da fare, ed ero piuttosto incasinata e instabile in quel periodo. Questo fu ciò che scrivevo nel mio diario qualche giorno dopo:


“20 ottobre 2009
Queste sere non sto dormendo tanto bene. Spesso mi sveglio di notte, a volte vedo ombre, ma non riesco a distinguere. Quanto vorrei che la mia volontà fosse più forte.. lo vorrei davvero tanto, perché questa situazione non mi piace per niente. L’altra notte ho fatto un simbad… non ricordo se ho fatto entrare qualcun altro oltre alla Triade.. so solo che è venuto fuori che le copie sono due, una si trovava su una delle loro navicelle, l’altra si trova sulla navicella di quello di cui ho la memoria…

Ma com’è che la mia copia si trova sulla navicella di uno che è morto?

Comunque una copia l’ho distrutta.. con una delle mie uscite di scena… esplosive: entrata il quell’involucro, ho sfondato il cilindro nel quale mi trovavo e ho spaccato ogni cosa.. quando si sono avvicinati per prendermi mi sono fatta esplodere tipo kamikaze, e mi sono ritrovata nella stanza del simbad… La mia copia sembrava me a 15 anni, non era molto bella, anche se era pur sempre un’altra “me”.

Particolari: nel simbad Anima e Spirito erano più grandi, più alti rispetto a me-corpo, Spirito più alto di Anima che poteva quasi rannicchiarsi sotto di lui. Spirito trattava Anima come se fosse la regina, con molto rispetto anche quando Anima faceva la grezza. Era molto simpatica e mi ha fatta ridere tantissimo perché quando è entrato Spirito lei faceva “ahh eccolo il mio bel fustacchione!!”. Mente era alta quanto me-corpo, e non ha più le sembianze di un mio amico, ma le mie di come sono ora, finalmente.”


Mercoledì 21 ottobre 2009 andai di nuovo a Pisa da Corrado per aggiornarlo di persona sulla mia situazione. Mi resi conto che mi era sfuggito qualcosa perché quando gli raccontai dell’eliminazione della MAA, questa appariva grigia nella radiografia su Anima… E qui Corrado notò che forse avrebbe dovuto proprio scomparire, lasciando la radiografia tutta di un unico colore. Probabilmente l’avevo danneggiata, ma non del tutto disattivata. Inoltre gli chiesi informazioni sulle cicatrici che l’addotto si ritrova addosso, non avendo mai notato nulla sul mio corpo, a parte una piccola cicatrice sul polso… Lui mi disse che spesso gli addotti si ritrovano anche dei piccoli segni tra le dita, tra l’indice e il medio ad esempio, che appaiono come dei taglietti, oppure sulle dita dei piedi… oppure sui genitali. Rimasi scioccata quando in seguito, osservando il mio corpo, ritrovai tutte queste cose di cui Corrado parlava, e la cosa più assurda ed impensabile fu non averle mai notate prima in tutta la mia vita!


La sera stessa dell’incontro con Corrado mi rilassavo con un po’ di musica: ascoltando una canzone al pianoforte che mi piace in particolar modo cominciai a piangere, e feci un disegno.

Disegnavo delle anime, come se fossero dirette verso qualcosa di più grande. Scrissi accanto a questo disegno "torno da dove sono venuta". Spesso mi è capitato di pensare a questa cosa, al fatto che esista un luogo dal quale proveniamo e quando ci pensavo provavo al tempo stesso gioia, ma anche una fortissima nostalgia… come se casa mia, per non so quale motivo, mi sembrasse irraggiungibile.  Questo stato d’animo lo provavo anche ascoltando un altro tipo di musica, quella dei Pink Floyd, una sensazione che sono riuscita a definire meglio: come se riuscissi a sentire tutte le vite già vissute, o come se ci fosse qualcosa da cui proveniamo e a cui torneremo, dove c'è pace, finalmente. Le due cose forse non c'entravano l'una con l'altra, ma mi facevano sentire lo stesso senso di completezza, per questo le associavo. In quel momento di abbandono emotivo scrissi una poesia..


Giorno 21 ottobre andai a dormire piuttosto scossa.. avevo un brutto presentimento, per cui poco prima di addormentarmi, con gli occhi chiusi mi vidi piangere come una bimba chiedendo: “Anima, ma se tornano tu me lo dici?” e lei “Sì, stai tranquilla, noi siamo qui (riferendosi a Spirito e Mente)”… Feci un “sogno” che mi lasciò sconvolta. Ero nel salotto della casa in cui abitavo, seduta sul divano insieme ad altre due persone; mentre parlavamo vidi una luce nel cielo e dissi agli altri “guardate, è un UFO”.. una di queste mi disse che non era possibile, finchè l’oggetto volante si avvicinò e atterrò davanti al mio balcone… Ebbi una reazione emotiva fortissima, mi venne la nausea e mi stavo letteralmente cagando addosso. Era fermo e sembrava che da lì stesse per scendere qualcuno. Allora mi alzai di scatto, scappai in un’altra stanza dicendo “se mi cercano, non ci sono” e, pensando che avrei voluto nascondermi, presi il cellulare per chiamare Corrado… Allora mi svegliai di scatto. Inizialmente non riuscivo a muovermi ed ebbi una vampata di calore molto forte. Dopo qualche minuto una seconda vampata di calore ancor più forte e ritornai a potermi muovere. Appena mi ripresi mi dissi: “sei una stupida, torna lì e fagli il c**o!”… chiusi gli occhi, potevo rivedere l’UFO davanti al balcone, tornai là a bombardarlo con la mia energia… ma quello rimaneva fermo lì.. era come se io non gli facessi nulla.


I giorni successivi furono anch’essi molto intensi e ricchi di sogni: in uno di questi ero con mia madre (figura che spesso e volentieri rappresenta proprio Anima)… ebbi una specie di missing-time nel sogno, dopodiché chiedevo “mamma, quanto tempo è passato?” e lei piangendo mi rispondeva “quattro mesi… pensavo fossi morta, abbiamo avuto paura che tu morissi!”… quattro mesi… quattro mesi esatti furono il periodo di tempo in cui misi completamente da parte il mio interesse per l’argomento abduction, nonostante gli avvistamenti… è incredibile come ogni tassello sia in realtà il pezzo mancante dello stesso puzzle, quello della propria vita. In un altro sogno abbattevo degli UFO di diverse forme, con la mia energia, e spiegavo a mia madre che questi esseri c’erano da sempre e che dovevano finirla perché ci stavano scombinando la vita… Non riuscivo più a capire cosa stesse succedendo nonostante cercassi di fare chiarezza, mi sentivo confusa, terribilmente sola e mi sembrava quasi di impazzire. Decisi quindi di scrivere ancora a Corrado raccontandogli di quel sogno dell’UFO fermo e di quelli successivi… Contrariamente a quanto mi aspettavo, la risposta di Corrado fu la seguente:

“la situazione è direi invece positiva.
allora cominciamo dalla vampata di caldo. essa è simbolo e segno che la parte animica è molto attaccata al corpo e che sta facendo il suo lavoro. Anima quando si stacca  da al corpo una sensazione di freddo al contrario di quando si attacca. Dunque anima non si è staccata ma è solo stata attaccata ma direi che al di là della paura non si è fatta fregare questa volta.
Nel sogno il tuoi genitori, anima e spirito credevano che non ce l'avresti fatta e ti avevano persa per 4 mesi... i mesi in cui forse loro avevano perso la speranza che tu ti accorgessi. invece poi ti sei accorta ed hai abbattuto l'ufo.
Ancora non sei bravissima ma poi con il tempo impari.
Credo che sia un buon risultato tutto ciò
Malcor”


 Inutile dire quanto mi rincuorò una risposta del genere, sapere che tutti gli sforzi che avevo fatto stavano dando i loro frutti… Tuttavia Corrado non era l’unica fonte di certezza per me… prima di lui vi erano le conferme che provenivano dalla mia Triade, che sembrava essersi attivata in automatico per via di non so quale strano meccanismo… anche quando non ero cosciente degli attacchi né dell’entità che li sferrava, Anima li combatteva da sola… Accadde questo in un contesto inaspettato, in cui mi trovavo con altre persone in autobus e iniziai a vibrare fortissimo senza un motivo apparente, come se, in quel momento stessi esplodendo di calore ed energia… mi chiesi cosa diavolo stesse succedendo, per quale motivo mi sentivo così strana… e, ancora una volta come una voce interiore, Anima mi rispose “sto combattendo”… ero… esterrefatta!!!! Faceva tutto da sola!

In seguito compresi che ciò che Anima cercava di combattere in quell’occasione è l’alieno chiamato Horus, un’entità anch’essa incorporea che si avvale di contenitori che appaiono come un uccello… un volatile… una specie di pollo. Ognuno lo vede a modo suo, ma alcuni particolari illustrati da Corrado sembrano sempre presenti nelle varie descrizioni e ricostruzioni. Evidentemente anche lui aveva cominciato a rompere le scatole…


Nei giorni seguenti feci un altro sogno che ricondurrei alla MAA in cui, in casa mia mettevo a letto un sauroide che in realtà notai essere enorme: il suo corpo occupava diverse stanze ed io avevo paura che non si fosse addormentato. E’ chiara l’interpretazione anche di questo sogno… il fatto che si trovasse in casa mia nel mio letto, significa che quella figura aliena era probabilmente parte di me, per questo pensai alla MAA; inoltre, la paura che non si fosse “addormentato” forse rappresentava la mia paura di non aver spento definitivamente la MAA…

Tentai di rifare il simbad per chiarirmi le idee, ma si succedevano immagini interferenti, che mi impedivano di portare avanti la simulazione mentale. Utilizzai delle altre tecniche, che descriverò in un post apposito perché siano chiare per tutti, per riuscire a tenere sotto controllo anche le immagini interferenti. Lavorando sodo, ancora una volta ce la feci, e questo è ciò che scrissi del simbad del 26 ottobre 2009:


“Ho rifatto il simbad. Stavolta le immagini interferenti le ho subito tenute sotto controllo. Anima come al solito era radiosa: un ammasso di punti di luce ben più grande di me-corpo, di tanto in tanto potevo vedere come dei fulmini brillarle dentro. Allo stesso modo vedevo Spirito, rosso… Mente la vedevo un po’ meno luminosa, ma aveva ancora le mie sembianze.

Ho fatto entrare nella stanza il sauroide del mio sogno, il quale mi ha detto che era in me (deduco che l’interpretazione del mio sogno sia esatta) allora ho invitato Anima ad andare vicino allo schermo della radiografia. Si sono abbassate le luci, e sul suo corpo nero potevo ancora vedere, nella testa, la parte grigia della MAA. Con uno sforzo e la vibrazione, pian piano cercavo di farla diventare nera, come tutto il resto del corpo.. sentivo molto caldo nella testa in quel punto mentre lo facevo.

Poi l’ho guardata bene dall’esterno… c’erano due fili dietro la schiena, trasparenti come una ragnatela, ma erano tagliati. Ancora una volta utilizzai la vibrazione di Anima per bruciare questi fili che portavano all’interno a due piccole macchioline dietro la schiena, probabilmente chip, che ho smaterializzato… Ho chiesto ad Anima se conoscesse l’alieno Horus, e come avevo immaginato questi aveva tentato di attaccarmi ma non c’era riuscito. Allora l’ho invitato a entrare nella stanza… era dietro la porta… andai ad aprirla e… mi ritrovai davanti una figura molto alta, quasi quanto Anima, molto scura… sembrava sporgesse qualcosa dal suo volto, come una barba. Prima che cominciasse a parlare, è intervenuta Anima “qui non c’è più posto per nessuno di voi… potrai anche essere il più antico o il creatore di tutto, ma stai ben lontano da qui, tu e la tua razza”… mi sembra sempre che la mia Anima abbia una certa maturità, nonostante spesso parli a lei come ad una bambina… ho l’impressione che capisca molto più di quanto dimostri… detto questo, ancora una volta lei è scomparsa dalla stanza del simbad… ed io mi son ritrovata di là, da un’altra parte parte… era una dimensione piuttosto diversa rispetto a quella del Ringhio… qui l’interno era sul rosso, il colore del cielo infuocato al tramonto.. vedevo delle ombre del colore dell’oro, non scure come nel luogo dell’altro alieno incorporeo che avevo già eliminato. Tra le tante ombre, ho riconosciuto quella collegata alla stanza del mio simbad e l’ho fatta fuori, assorbita anch’essa come da un buco nero che ho creato per inghiottirla… Una volta proiettata di nuovo nella stanza, ho eliminato anche il suo contenitore… Stasera stavo proprio da “fulmine”… Conclusione, mi sentivo felice... E quando mi sono unita con Anima, Mente e Spirito, ho avvertito un calore fortissimo… Anima e Spirito erano molto profondi in questo simbad… Spirito ha preso le mani ad Anima e le teneva tra le sue, le accarezzava.. Anima aveva degli sguardi molto dolci…

Non mi lasceranno sola.. Ed io mi sento forte e felice… In fondo spero che quest’avventura sia finita (Anima  non vuole più farne esperienza… sapevo che aveva capito, sin dalla prima volta…).”

Ovviamente nel periodo successivo dovetti fare spesso il simbad per accertarmi di non essere ricaduta nel problema… riuscii a eliminare anche il Lux che mi ronzava attorno ma che non riusciva a riconquistarmi… diciamo quindi che ho avuto bisogno di un periodo di accertamento, di stabilizzazione se vogliamo…


Ciò che mi fa sentire felice, soddisfatta e compassionevole verso me stessa, è l’essere riuscita a superare quest’iniziale situazione senza necessitare di un’ipnosi o di una simulazione mentale guidata da qualcun altro, ma coi miei soli e sudati sforzi. Questo lavorare da sola mi ha permesso di capire in prima persona cosa funziona e cosa meno nel comunicare con le parti di se stessi, cosa fare per riuscire a impiegare la simulazione mentale, nonché quando le preoccupazioni e le "seghe mentali" superano di gran lunga la realtà dei fatti, cosa che succede molto facilmente, nello scompiglio che l’abduction crea nella vita di un addotto. Argomenti che presto tratterò, dato che l’anonimato mi consente di essere trasparente in tutto e di utilizzare ogni carta disponibile per essere d'aiuto agli addotti come me in passato, e rendere più sensibili all'argomento tutti i lettori di questo blog. Con questo resoconto della prima fase della mia battaglia, vi lascio, ringraziandovi e sperando che continuerete a seguirmi a presto!

Estele

martedì 26 luglio 2011

Battaglia contro i "demoni" 2

Mi chiedevo se ciò che Corrado mi disse a Pisa si sarebbe realizzato: se, cioè, fosse davvero così semplice uscire dal problema semplicemente parlando con le parti di se stessi… Fu nei giorni successivi, quando si verificarono quelli che io definirei degli umani miracoli, che capii tutto. Capii che la fiducia per ogni cosa non avrei più avuto bisogno di riporla in un dio, in una persona che si fa portavoce di una qualsiasi morale o ideologia, ma solo in me stessa. Per quanto quest’affermazione possa avere un che di edonistico, non è questo il significato che vorrei passasse. Per riporre la fiducia solo in me stessa, non intendo il chiudersi nel guscio delle proprie ragioni e autogiustificarsi per ogni cosa, quello no… quello sarebbe come morire dentro, così non si va più avanti, non si progredisce ed io, come avrete capito, sono ancora una grande empirista, mi piace sbattere con la mia testa sulle cose, viverle. Ciò che io intendo, è che è importante, spesso, non porsi dei dubbi su se stessi e sulle proprie percezioni, dubbi dovuti ad esempio alle proprie incertezze personali o a quelle che la realtà di cui ci circondiamo crea in noi. So che non è per niente facile, e spesso anch’io nella mia “avventura” per uscire dal problema mi sono sentita persa… piena di incertezze, insicura su cosa sentivo.. ma quello che mi successe mi aiutò a ristabilire un punto fermo e una collocazione: a capire veramente chi sono.


Pochi giorni dopo quel primo S.I.M.B.A.D., la sera del 12 ottobre 2009, ero uscita per fare delle compere. In quei giorni ero un po’ tesa dopo ciò che era successo ma, ciò nonostante, riuscivo tranquillamente a far fede agli impegni universitari (ero molto impegnata con lo studio per un test di ammissione e la mia laurea) e al resto della mia vita. Mentre passeggiavo per strada, all’improvviso avvertii una voce interiore che mi diceva


 “..Stai attenta...”


… Non ci potevo credere.. Forse era vero che la Triade mi aveva ascoltata, forse proprio in quel momento mi stava avvertendo! Senza farmi prendere dal panico, ma ancor più allerta perché se si era verificata una cosa simile probabilmente sarebbe successo qualcosa di strano, continuai a fare le mie spese. Mentre ero sulla strada del ritorno, all’improvviso ebbi una sensazione stranissima. Mi sentii tirare forte verso l’alto, come si potrebbe sentire un bimbo quando viene preso in braccio da dietro; solo che io non sentivo una forza fisica che mi tirava, era come se stessi per levitare, come una “forza” uniforme e non ben identificata (nel senso che non mi tirava da un solo punto del corpo, ma da ogni parte) che mi portava verso l’alto. Avvertendo questa sensazione stranissima, la prima cosa che feci fu alzare il naso per aria e guardare proprio in un punto nel cielo… a due isolati da me, abbastanza vicino, vidi un UFO, ed era la prima volta che lo vedevo così bene: era grigio e grande quanto una monetina da 1 cent, come forma era simile agli UFO circolari che si vedono nella scena finale in Men In Black sulle due torri; delle luci rosse circondavano tutto il perimetro, mentre al centro vi erano delle luci bianche, tre, intermittenti. Per un momento rimasi quasi affascinata, mi chiesi come sarebbe stato se mi fossi lasciata andare e avessi vissuto coscientemente l’abduction. Subito ripensai a Corrado, al fatto che si trattava di un fascino apparente, perché se mi avessero presa mi avrebbero di nuovo rincoglionita, e mi avrebbero risistemata… per cui cercai di concentrarmi e di contrastare quella forza che mi tirava su… dovevo lottare per rimanere giù. Ancora una volta presi la situazione come un gioco e, pensando che parlando mentalmente loro avrebbero potuto sentirmi, pensai verso di loro “c******i, potete stare lì a provarci anche per ore… non ce la farete a riprendermi”: quanto più si verificavano questi eventi, e quanto più ne capivo la gravità, tanto più m’ incazzavo. Iniziai subito a sentirmi meglio, nonostante l’UFO fosse ancora lì fermo, ed appena mi sconcentravo mi sentivo ri-tirare verso l’alto; quando mi sentii abbastanza sicura, cominciai a camminare, guardando di nuovo in quel punto di tanto in tanto, per vedere se fosse ancora lì. Alla fine mi scocciai di stare lì a fissarlo, e rientrai in casa, e la sensazione del venir tirata su andò avanti per circa 5 minuti, potevo sentirla anche quando parlavo con altre persone… finchè non terminò: probabilmente l’UFO si era ritirato (e neanche questa volta ce l’avevano fatta!!!!).


Appena finito di distrarmi con altre persone che vivevano con me, andai in camera e scrissi subito un resoconto di quello che avevo visto: non mi sentivo sicura di poter parlare con le altre persone, ma al contempo avevo un bisogno incredibile di buttar fuori tutto quello che mi era successo, e questa è la pagina del mio diario di quel giorno:


“12 ottobre 2009    h. 19.45
Ne ho visto uno. Stavano tornando a riprendermi. Stavolta l’ho visto bene. La mia triade quindi mi ha ascoltata, proprio come avevo chiesto loro di fare; mi viene da piangere per questo. Farò un disegno di quello che ho visto…


era grigio, sembravano due dischi complementari, luci rosse, c’erano anche delle luci bianche nel mezzo. Può essere che han provato a prendermi per circa 5 minuti? Se cominciavo a fantasticare cominciavo a sentirmi leggera, anche se parlavo con la mia coinquilina?
Sembrava quello di Men In Black…! Merda… Spero di essere riuscita a restare qui… Io ce l’ho messa tutta… Non l’avranno vinta con me ancora. Devo resistere e farmi forza. Posso farcela.”

Da quella sera le cose cominciarono a muoversi, cominciai a prendere la strada della fiducia in me stessa: ero così felice e commossa, piena di compassione per me stessa perché le parti di me avevano comunicato con successo, e sbalordita perché una tecnica di simulazione mentale come il S.I.M.B.A.D. aveva funzionato nella realtà quotidiana; e, desiderosa di capire cosa fosse successo quella sera, decisi di applicare la stessa tecnica poche ore dopo.


Anche nella mia stanza del S.I.M.B.A.D. cominciavano a emergere dei cambiamenti: per la prima volta vedevo nella parte destra della stanza, un bel camino acceso, e di fronte alla porta un quadro di un paesaggio naturale; accanto al quadro un grande specchio in ebano che sembrava quasi nero e tutto lavorato nello stile in cui si lavora il ferro battuto. Di fronte allo specchio, più distante, un tavolo anch’esso in ebano lavorato. Come al solito feci la procedura del far entrare le parti una ad una, farle specchiare, e così via; Anima, Mente e Spirito, li vedevo come un insieme di punti di luce, molto più splendenti, così splendenti che la stanza si riempiva dei loro colori. Spirito affermava che c’era ancora un essere di luce che cercava un momento di mia debolezza per riattaccarmi; Mente stava bene, il Ringhio non si era più fatto vivo. Chiedendo ad Anima di farmi rivedere la scena del tentativo di abduction di quella sera, riuscii a vederla come fosse il nastro di un film: potevo vedere un fascio di luce che partiva dall’UFO e mi colpiva, e che ero stata sollevata in due momenti diversi, ovvero appena l’avevo visto e mentre ero nelle scale per tornare a casa. Fu un S.I.M.B.A.D. molto intenso, piansi tanto ringraziando la triade per avermi veramente avvertita del pericolo, chiedendo di rendermi più sensibile e capace di vedere ed affrontare tutto ciò che sarebbe accaduto. Effettuai una vibrazione, che all’epoca definivo la “vibrazione anti-alieno”… si trattava di un giochino che facevano le parti di me quando si univano, poco prima della fine del S.I.M.B.A.D.: una vibrazione che avrebbe dovuto ogni volta ripulire qualsiasi cosa, come la scansione effettuata da un anti-virus per pc.


Nel resoconto su ciò che avevo appena fatto, concludevo:
“Mi sento come dopo aver fatto il primo S.I.M.B.A.D., solo non leggera come allora, forse perché mi sto abituando allo stato di fatto di ora, cioè essere libera. E ora, col cazzo che mi fottono. Mi sento più forte che mai. Al prossimo aggiornamento”.


Nonostante non me la stessi cavando male, talvolta mi sentivo confusa, non riuscivo a capacitarmi su quanto stava succedendo e spesso qualcosa in me mi ripeteva che non era il momento di pensarci, ma solo di combattere… Stati d’animo che traspaiono chiaramente nella mail che inviai a Corrado come resoconto di quanto era successo in quei giorni:

14 ottobre 2009
“Salve Corrado, sono E.. Le scrivo per dirle che sto sperimentando un po'di ciclotimia, ma tengo duro. La triade collabora, riesco a sentire i tentativi di abduction e più o meno chiaramente Anima mi comunica un po' prima quando si stanno per verificare. Da quando ho fatto il simbad, venerdì 9, ne ho contati un totale di 3, di cui uno sicuro: sono riuscita a vedere precisamente il loro ufo, e in simbad che i raggi sono partiti dallo stesso ufo in due momenti differenti: era a due isolati di distanza e pareva abbastanza vicino, lo vedevo grande quanto una monetina da 1 cent lì in alto. Ne ho fatto un disegno, ma la cosa che volevo chiederle (più che altro per sapere se non sto sbarellando di testa) è se è possibile che i loro veicoli abbiano delle luci. Quello che ho visto bene aveva delle luci rosse lungo il perimetro inferiore circolare, e delle luci chiare, credo sul giallino, intermittenti. Dato che in questi giorni ne sto vedendo parecchie di queste luci fisse in cielo, certe volte penso che forse sto facendo anche un po' di confusione... spero che non riescano a prendermi, io ce la sto mettendo tutta per stare ben piantata qui sulla terra. Spirito mi aiuta, è come se mi dicesse ogni momento che non è tempo di abbattermi o piangere ma di lottare e resistere e basta. Sto facendo dei simbad di assestamento ora che dovrei essermi un po' ripulita, e dalla creatività è venuta fuori la "vibrazione anti-alieno", una vibrazione che faccio quando Anima, Mente, Spirito e Corpo siamo un tutt'uno, una scansione rapida con intervento antivirus incluso, spero serva a qualcosa. Grazie. A presto.”

continua…